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Atalanta-Lazio 1-3
 
Gollini 5,5: non si immaginava minimamente che Marusic la tentasse così, dalla distanza e, abbagliato dal sole e dal tiro, parte quell’attimo dopo dando alla sfera il permesso di entrare. Trema per la punizione di Milinkovic, ma soffia e il pallone lo svia. Poi si scalda e col cappellino da Benji sventa l’incornata di Luis Alberto sul palo, salvando la squadra, esce in anticipo su immobile e controlla in due tempi il solito Luis Alberto. I colleghi lo costringono a un 1 contro 1 con Correa e lui fa quel che può. Congela il tabellino sullo 0-2 sulla volata di Lazzari. Non accenna l’uscita sul terzo gol.
 
Toloi 5: è un attaccante aggiunto perché avanza, verticalizza, ma in difesa commette un paio di sbavature regalando occasioni a Lazzari. Arriva a tu per tu con Reina, ci crede fino in fondo ma perde la sfera sul più bello. Chiude su Immobile evitando il suo gol ma non quello di Muriqi. 
 
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Palomino 4,5: Romero è in isolamento e lui dovrebbe farsi perdonare per le frittate di Coppa, invece pesta subito il piede a Correa concedendo alla Lazio una punizione centralissima e rischiando il giallo. Invisibile, non riesce a bloccare il trio d’attacco ospite. Nella ripresa rischia persino di ostacolare Gollini, poi il buio cala su di lui quando lascia un buco grande così a metà campo e, sovrastato da Immobile, regala la vittoria alla Lazio. Sempre fuori posizione, di male in peggio, si addormenta e lascia scoperto il neo entrato Muriqi che abbatte Gollini.
 
Djimsiti 5,5: fermare Immobile non è facile, ma a lui ci riesce benissimo, ottime le sue chiusure continue sul numero 10, funziona bene largo sulla sinistra. Uno dei pochi a salvarsi nel primo tempo, ma nella ripresa si fa sfuggire Immobile che vola e serve Correa rimasto in solitudine. Peccato.
 
Maehle 5,5: duella con Lazzari quando il corridore laziale cambia fascia ma commette ripetutamente fallo e nell’1 vs 1 contro Marusic perde l’attimo e la sfera. Poco aggressivo, corre meno di Hateboer e la squadra ne risente. Ci prova al volo nella ripresa, potente ma alto. La precisione nei cross è un’altra cosa.
 
de Roon 6: migliore in campo, nella confusione generale del primo tempo è l’unico a rubare con convinzione il pallone a Milinkovic, ma quando perde palla a metà campo son guai. Sventa una palla velenosa di Luis Alberto, fa il suo.
 
Freuler 6: recupera palloni preziosi a centrocampo, intuisce belle verticalizzazioni. Non commette fallo fermando alla perfezione Lazzari. Perde solo qualche colpo negli scontri con Milinkovic.
 
(Dal 33’ s.t. Caldara sv: guarda costernato la brutta gara dei suoi da bordo campo, mentre si allena smanioso di entrare, e appena subentra i suoi dimezzano lo svantaggio ma prendono anche il gol che chiude il match).
 
Ruggeri 5: Lazzari vola via che è un piacere, purtroppo l’inesperienza paga. Quando finalmente riesce ad anticipare Lazzari allunga la gamba e butta via la sfera oltre la linea del campo. Male, con l’Inter aveva giocato un’altra partita, il tecnico lo leva.
 
(Dal 1’ s.t. Malinovskyi 5: deve dare la verve alla squadra e pareggiare i conti e appena entra sposta gli equilibri, invece sta più a terra e perde sfere elementari appena fuori dall’area, a turno gli rubano palla tutti i verdi ospiti).
 
Miranchuk 5: schierato a sorpresa titolare al posto di Pessina, il russo ingaggia una battaglia con Milinkovic-Savic che sembra togliergli le forze; ‘scarica’ gli urla Gasp ma lui fatica ad eseguire. Agganci di mano però vanificano le ripartenze, le sue sfere arrivano sempre oltre la linea di fondo senza che riesca a controllarle al meglio.
 
(Dal 9’ s.t. Pasalic 6,5: rientra dopo mesi e dopo l’operazione di ernio-plastica per scrivere anche il suo nome sul tabellino, anche se per la rete della bandiera è freddo ed è al posto giusto).
 
Ilicic 5: perde tutti gli scontri con Leiva e si fa portare via la sfera da Immobile, inerme e confuso. Ci si mette pure Radu a gettarlo a terra senza i falli che chiede lo sloveno. Dà la colpa ai tacchetti e li cambia, solo al 39’ p.t. passa in mezzo a tre come solo lui sa fare, ma l’ultimo passaggio è un’apertura sbagliata. Soccorre l’amico Toloi invece di dedicarsi a timbrare l’area e il mister lo toglie.
 
(Dal 22’ s.t. Lammers 5,5: non partirà, Gasp lo blinda lanciandolo in campo nella mission impossible di recuperare due gol, ma le zuccate non mirano lo specchio e ha troppo poco tempo e troppa pressione per fare bene).
 
Zapata 5: questa volta il verde fosforescente laziale lo ispira, scarta Radu come una caramella, ma l’entusiasmo dura poco: sbaglia passaggi elementari regalando la sfera all’aquila ospite. Perde una decina di palloni, guadagna solo corner su Acerbi. I cross sul secondo palo non hanno destinatari. La prima occasione arriva di testa al 45’p.t., ma Reina è lì.
 
(Dal 9’ s.t. Muriel 6,5: servono almeno due gol al colombiano dopo che il connazionale che l’ha preceduto ha deluso. Buona la sua idea ma è impreciso nel lancio a Pasalic, ma Musacchio lo chiude. Buoni i cross per Lammers, ma serve il suo guizzo sotto porta. E arriva, sale sulla cattedra e insegna alta scuola al 34’ s.t. liberandosi di Acerbi e inventandosi un assist-palo. Non basta).
 
 
All. Gasperini 5: Gollini scheggia il risultato sull’1-0 altrimenti il primo tempo sarebbe tutto da buttare, a parte qualche lampo di de Roon e il lavoro di fino di Djimsiti, la squadra corre poco, non crea e appare confusa. Miranchuk trequartista delude, il Primavera Ruggeri non era pronto a duellare con Lazzari e lui lo toglie subito nella ripresa, lanciando l’offensivo Malinovskyi che però, offensivo non è. Muriel doveva entrare molto prima.