Quell'acuto orgoglioso a lungo invocato, sollecitato, reclamizzato, è finalmente arrivato. Proprio nella partita più attesa, in quella gara che poteva trasformare la speranza in disperazione e che invece, grazie a un successo tanto sofferto quanto meritato, permette al Benevento di rimanere aggrappato a un'idea meravigliosa. La salvezza resta un miraggio, ma il fatto che la Strega non ha sbagliato l'incrocio col destino, che d'incanto, come nelle più belle storie di calcio, è resuscitata e ha trovato tre punti preziosissimi, squarcia il velo di tenebra e torna a colorare le prospettive della formazione sannita.

Perché quello col Crotone è molto di più di un semplice successo: è il frutto di una rincorsa collettiva al riscatto; è la sintesi della voglia di tutti, indistintamente, di mettersi alle spalle le quattro sconfitte consecutive; può essere il trampolino di lancio per un finale di stagione in cui la truppa di De Zerbi proverà a tirarsi fuori dal profondo torpore in cui è piombata dopo i due successi con Chievo e Samp. Magari non consegna una classifica più rassicurante, ma sicuramente contribuisce a riaccendere la fiammella della speranza e a ricaricare il serbatoio dell'entusiasmo.

Fattori fondamentali per una squadra che, anche davanti all'evidenza di una situazione molto complicata, rifiuta di arrendersi. Non vuole alzare bandiera bianca, non vuole essere la protagonista di una storia senza imprevisti, di un romanzo senza suspense: vuole scrivere un finale diverso. Una scommessa ardita che il Benevento vuole vincere a tutti i costi.