Quella corsa sotto la Curva Andrea Costa per festeggiare il gol ha ricordato tanto l’esultanza di un paio d’anni fa contro la sua ex Roma. Quella corsa disperata, alla ricerca degli sguardi e degli abbracci del proprio pubblico, senza maglietta nonostante i pochi gradi percepiti al Dall’Ara. Sì, perché lui è così: uno di cuore, uno di pancia, uno che vive di emozioni. 

Mattia Destro ritrova il gol ed un secondo tempo da protagonista vero, trascinando il Bologna alla vittoria contro il Genoa siglando la prima rete e fornendo l’assist al compagno Falletti per il primo gol in Serie A. Una prova di sacrificio e costanza, riuscendo tra diverse difficoltà a fare quello che è chiamato a fare con la maglia del Bologna. 

Donadoni schiera un modulo inedito, un 3-5-1-1 che nel primo tempo non regala emozioni e addirittura nessun tiro in porta. Poi, per l’appunto, Mattia Destro insacca a rete un pallone sbagliato dal compagno Masina facendo tornare alto l’umore di tutto lo stadio. E se ci siamo chiesti per settimane come mai Donadoni lo lasciasse in panchina (vedi gara contro l’Inter a San Siro in cui oltre a non scendere in campo da titolare, gli è stato preferito Avenatti per il subentro), ora questa domanda vorremmo proprio evitare di farcela: Mattia Destro è l’unico attaccante vero che ha questa squadra e nonostante gli alti e bassi, è giusto e doveroso che scenda in campo. Tanto più se ci mette la grinta e l’entusiasmo visti ieri nel secondo tempo di Bologna-Genoa. 
Il tecnico Roberto Donadoni però, nel post partita, ancora una volta fa una critica al suo giocatore: “Mattia è stato fantastico ma solo dopo aver fatto il gol ha avuto l'impatto che mi aspetto dal primo minuto. Non bisogna guardare solo il gol e l'assist per dare un giudizio ma anche il resto della partita. Vale per Destro come vale per tutti”. Non solo complimenti ma un rimprovero costruttivo: c’è ancora tensione fra i due o Donadoni fa tutto questo per stimolare più che può l’attaccante di Ascoli? 

Conta poco la risposta, quello che conta sono i tre punti arrivati anche e soprattutto per merito suo. Ora ci attende il derby con la Spal e lì servirà l’atteggiamento da leader vero. Destro può farlo, può trascinare questa squadra: deve solo crederci di più nell’arco dei novanta minuti. Può togliersi e regalare ancora tante soddisfazioni, a se stesso e alla piazza di Bologna che è tornata a credere fortemente in lui.