Il Cagliari si prepara alla difficilissima gara interna contro la Lazio, in programma domenica pomeriggio alla Sardegna Arena. Non sarà una partita come tutte le altre, considerato che i rossoblù torneranno per la prima volta in campo dopo la tragica scomparsa di Davide Astori, ex calciatore della compagine isolana, nella quale ha militato tra il 2008 e il 2014. La morte del capitano della Fiorentina, avvenuta nella notte tra sabato e domenica, ha scosso tutto il mondo del calcio, in particolar modo i tanti suoi ex compagni di squadra. Tra questi c'era anche Diego Lopez, prima collega di reparto e poi allenatore di Astori, che in quel di Genova ha addirittura accusato un piccolo malore alla notizia della scomparsa di Davide. Impossibile giocare in quelle condizioni, doveroso rinviare la partita contro il Genoa, così come tutte le altre gare del 27esimo turno di Serie A. In giornate come queste, parlare di calcio giocato diventa davvero difficile e probabilmente lo sarà ancora per diverso tempo. Per il momento ci limitiamo a rendere omaggio a Davide, che con la maglia rossoblù si è reso protagonista di mille battaglie sul campo, mettendo in luce tutte le sue doti da brillante calciatore e da grande persona, anche fuori dal rettangolo verde.

Era arrivato a Cagliari giovanissimo, appena 21enne, con gli occhi brillanti e che lasciavano trasparire tanta ambizione, con una bocca che mai aveva fatto uscire parole pronunciate a sproposito, ma solo accompagnata del sorriso che lo ha sempre distinto dalla massa. Se n’è andato nello stesso silenzio con cui era diventato grande, con quel passo felpato in punta di piedi che lo aveva portato sino alla Nazionale. Lo scorso 23 dicembre, prima di Natale, al termine del match contro il Cagliari girava per gli spogliatoi della Sardegna Arena con un sorriso contagioso, salutando chiunque incrociasse, come se fosse a casa sua. E in effetti quella era anche un po' casa sua, considerato che nel capoluogo sardo Davide ci era rimasto tanti anni, affezionandosi così tanto da tornarci non appena ne avesse la possibilità.

Al triplice fischio, era corso all'esterno dell'impianto per accertarsi che fosse arrivato il carico di gelato che aveva fatto recapitare direttamente dalla sua gelateria cagliaritana. Un "piccolo" regalo per tutti i suoi compagni ed ex, un gesto che non lasciava dubbi circa la grandezza della persona. Prima di andarsene aveva salutato tutti con il suo solito sorriso. "Ci vediamo al ritorno", aveva detto. Non sarà così, perché un destino crudele lo ha portato via. Per onorarne la memoria e rendere indelebile il ricordo di Davide Astori, la Fiorentina e il Cagliari hanno deciso congiuntamente di ritirare la maglia numero 13, la stessa indossata nelle sue esperienze in Sardegna e Toscana. Quella casacca non verrà più indossata da nessun altro calciatore. La 13 sarà per sempre tua, Davide. E tu resterai per sempre con noi.