Manca soltanto l'ufficialità, ma Gigi Buffon è sempre più intenzionato a fare marcia indietro rispetto ai propositi di ritiro espressi dopo la sconfitta nel play-off di qualificazione al Mondiale contro la Svezia e proseguire la propria carriera. Non per una, bensì per altre due stagioni, con l'obiettivo di arrivare fino all'Europeo del 2020 (quando avrà 42 anni) e provare a concludere la sua fantastica avventura in azzurro con sensazioni ben diverse rispetto a quelle lasciate dalla notte di San Siro. Sgombriamo immediatamente il campo dagli equivoci: niente e nulla potrà macchiare il cammino con la Nazionale di uno dei portieri più forti di sempre. Non può essere una delusione, per quanto grande, come l'impossibilità di prendere parte al suo ultimo Mondiale a rovinare un curriculum che recita "campione del mondo 2006". Di questo trionfo, che resterà scolpito per sempre nella mente di tutti, gliene saremo eternamente grati, ma un fuoriclasse è tale anche quando capisce quando sia il momento di farsi da parte.

GIGI, NON DECIDI TU - Buffon para ancora e pure molto bene, nonostante la carta d'identità reciti 40 anni e un recente infortunio al polpaccio che sembrava averlo messo fuorigioco, contestualmente all'esplosione di Szczesny. I prossimi mesi gli riserveranno la possibilità di vincere il nono scudetto personale, la quinta Coppa Italia e provare soprattutto a togliersi lo sfizio di conquistare l'unico titolo che ancora manca nella sua bacheca, la Champions League. Sarebbe bello raccontare e pensare che il numero uno della Juventus coltivi l'idea di proseguire solo e soltanto per gli obiettivi di squadra, ma saremmo ipocriti e acceccati dalla retorica. Impossibile non pensare al primato di presenze in Serie A di Maldini, inattaccabile in questa stagione, e alla voglia di cancellare il triste ricordo di Italia-Svezia. Buffon vuole continuare solo e soltanto per se stesso, per i suoi numeri, per i suoi record, ma nemmeno un campione della sua grandezza può permettersi il lusso di decidere al posto degli altri.
GLI EREDI SCALPITANO - La Nazionale viene prima di Buffon, la Juventus viene prima di Buffon. Vuole continuare a tutti i costi perchè delle emozioni che regala il calcio non può fare proprio a meno? Perfetto, ma senza avere la "pretesa" di essere titolare per diritto divino, a scapito di chi attende da tempo una legittima occasione. In azzurro, scalpitano Donnarumma, Perin e gli altri eredi che stanno emergendo, mentre in casa Juve c'è uno Szczesny approdato a Torino con la promessa di essere finalmente protagonista in una grande squadra e che sul campo si era meritato la promozione al ruolo di prima. Siccome Buffon non è nuovo a inversioni a U, a cambi di opinione repentini (possiamo ricordare anche quello che ha detto in tempi nemmeno troppo lontani sul Var?), quale migliore occasioni di fermarsi prima che sia troppo tardi? Caro Gigi, è il momento di dire davvero basta.