I numeri parlano da soli, ma non sempre raccontano tutta la verità. A fine febbraio, Neymar ha già segnato 29 gol in altrettante partite stagionali col Paris Saint Germain ed è tra gli indiscussi trascinatori di una squadra che ha già conquistato la Supercoppa di Francia, che si avvia a vincere serenamente la Ligue 1 e magari anche Coupe de la Ligue e Coppa di Francia. Ma 222 milioni di euro rischiano di non risultare sufficienti per riuscire a coronare il lungo inseguimento alla Champions League, come ha evidenziato l'andata degli ottavi di finale contro il Real Madrid. Senza contare una serie di effetti collaterali che l'arrivo di una primadonna dai costi spropositati ha portato all'interno di uno spogliatoio dagli equilibri molto delicati.

L'OPERAZIONE DELLA DISCORDIA - La faida interna con Cavani per i rigori e per la leadership del reparto d'attacco, il rapporto umano pressochè nullo con l'allenatore Emery, atteggiamenti estremamente provocatori in campo nei confronti degli avversari e, infine, la diatriba generata dall'infortunio alla caviglia subito nel match contro il Marsiglia fanno parte di un lungo elenco di situazioni scomode portate dall'acquisto di un giocatore che vive e si comporta al di sopra di qualsiasi cosa e di chiunque. Il giocatore vorrebbe operarsi e affrontare un periodo di degenza non inferiore ai 2 mesi, perchè il suo vero obiettivo è quello di arrivare in condizioni ottimali a giugno, quando in Russia il Brasile prenderà parte a un Mondiale con l'"obbligo" di vincerlo. 
E' SOLO MARKETING - Il PSG, dal canto suo, ha smentito le speculazioni provenienti dal Brasile facendo trapelare la volontà di fare di tutto per recuperarlo per la gara dell'anno di martedì prossimo contro il Real, ma il caso è ormai aperto. Se a questo si aggiungono le incertezze legate al suo futuro, con le indiscrezioni sull'interesse dei blancos per la prossima stagione mai smentite in maniera definitiva, sorge quanto meno il sospetto che l'affare del secolo sia stato soprattutto una grande operazione di marketing e che Neymar sia più un divo di Hollywood (per i soldi spostati dallo sfruttamento del suo marchio) che l'erede designato di Cristiano Ronaldo e Messi. Invece che puntare su campioni in grado di essere uomini squadra, il PSG ha ignorato la lezione dei galacticos dei primi Anni Duemila e ora sta prendendo coscienza del prezzo da pagare.