Parlare, o scrivere, di probabili formazioni, infortuni, lotta salvezza, di calcio dopo la morte di un ragazzo di 31 anni, figlio, padre e uomo, perde di qualsivoglia consistenza. La tragedia di Davide Astori è la tragedia di tutti e oggi, nel giorno dell’ultimo saluto, è come se fossimo tutti lì, a Firenze, con gli occhi verso l’alto a sussurrare di aver perso qualcosa in più che un semplice difensore. La giostra si è fermata, responsabilmente e giustamente, e ora, altrettanto giustamente, riprende i suoi giri perché anche ‘Asto’ avrebbe voluto così, il suo essere professionista, la sua etica, la sua educazione, il suo appartenere ‘a un mondo antico’ come ha detto Buffon, avrebbero voluto così.

Voltiamo dolorosamente pagina. La corsa salvezza dei pitagorici riprende domenica alle 15 dallo Scida contro la Sampdoria, e lo farà senza il capocannoniere dei rossoblù in questa stagione, Ante Budimir. Il Cigno di Zenica, nella rifinitura di martedì scorso, ha rimediato la frattura del terzo metatarso del piede sinistro, issando così bandiera bianca per un bel po’. Brutto guaio per Zenga visto che, dopo alcune panchine rigenerative, il croato era tornato in grande spolvero contro la Spal, anche se la sua doppietta si era rivelata inutile ai fini del risultato. Chi al suo posto? Trotta l’alternativa naturale, anche se non è da escludere l’impiego, visto anche col Benevento, del tridente ‘light’ composto da Nalini, Ricci e Crociata, che con la loro fantasia e imprevedibilità non darebbero riferimenti alla linea arretrata doriana. Emergenza scongiurata, invece, a centrocampo e in porta. Benali ha pienamente recuperato e torna arruolabile dopo il guaio muscolare che, di fatto, gli aveva impedito di affrontare la trasferta di Torino; partita che, se si fosse giocata, non avrebbe contato neanche su Barberis, appiedato da una botta alla caviglia e sulla via della disponibilità per il match contro i blucerchiati. Il turno di stop dovrebbe aver giovato anche al tendine d’Achille del capitano Cordaz che, a meno di sorprese, riprenderà regolarmente il suo posto a difesa della rete. Formazione, quindi, che dovrebbe scostarsi da quella tipo solo in avanti.

Superfluo anche ricordare il peso della gara di domenica, soprattutto alla luce degli impegni delle dirette avversarie: la Spal, che per il momento è sopra, sfiderà il Sassuolo, equidistanti due punti dai calabresi; l’inseguitrice Verona, invece, sarà impegnata nella stracittadina scaligera contro il Chievo e nei derby, come si sa, tutto può accadere. Occasione ghiotta per tirarsi fuori dalla zona rossa, oppure no, visto che contro c’è una delle rivelazioni del campionato, irresistibile per chiunque nelle giornate di grande forma. Partita da tripla, dunque, in cui errori come quelli commessi nelle ultime infelici uscite non dovranno palesarsi, se no si rischierà l’imbarcata come all’andata e a questo del campionato, una manita, farebbe più male allo spirito che alla classifica.