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Scorrendo i nomi della rosa, ci si chiede cosa ci facesse in Serie C. E infatti, il Monza, ha dominato il girone A in lungo e in largo conquistando la promozione a mani basse. Progetto ambizioso e basi solide, con due figure di riferimento come Silvio Berlusconi e Adriano Galliani che non hanno bisogno di presentazioni. Lo sguardo puntato all'insù, per arrivare sempre più in alto: "Il nostro obiettivo è andare subito in Serie A" annuncia forte e chiaro a Calciomercato.com il ds Filippo Antonelli, vero e proprio simbolo del club: ieri giocatore e oggi direttore sportivo, ha vissuto da protagonista la cavalcata che in cinque anni ha portato il Monza dalla Serie D alla B.

Nel 2015 è diventato ds del Monza in Serie D. L'avrebbe mai pensato un giorno di fare il mercato per la B?
"Sono abituato a pensare solo al presente. In quel momento ero concentrato nel portare il Monza nei professionisti. Nella storia di questo club c'è tanta Serie B, speravo di tornarci. Quello che non credevo, era fare il mercato per la società di Berlusconi con l'obiettivo di andare in A. E' un sogno".

Monza, dalla Germania la punta per la Serie B
Com'è stato festeggiare una promozione a tavolino durante la pandemia?
"Io la sento conquistata sul campo, per quello che è stato fatto e per la grande rincorsa iniziata con il mercato invernale dell'anno scorso. In questa stagione è ripartita la cavalcata, che per i risultati ottenuti non è mai stata messa in discussione. I festeggiamenti sono stati sobri perché ci sembrava giusto così, ma dentro di noi abbiamo provato una grande emozione".

Chi gliel'ha data la notizia?
"Mi è arrivata subito una chiamata di Galliani: 'Siamo in Serie B'. Io ero a Monza e l'ho annunciato a tutti".

Da giocatore del Monza ha debuttato in Serie B nel 1997-98: Radice in panchina, D'Aversa e Abbiati compagni di squadra.
"Me lo ricordo benissimo, a Reggio Calabria. Ero un ragazzo giovane che veniva dal settore giovanile del Torino e si affacciava in prima squadra. E' stato il passaggio dalla gioventù al professionismo. Con Abbiati e D'Aversa ci sentiamo ancora oggi, il Parma ha tanti giocatori forti: a gennaio abbiamo preso Machin che è un grandissimo centrocampista, non è escluso che si possano fare altre operazioni insieme".

Abbiati è cresciuto proprio in biancorosso. C'è un giovane di oggi che secondo lei può fare strada?
"Siamo molto attenti al nostro settore giovanile: ultimamente abbiamo inserito diverse figure in questo settore, la proprietà vuole che investiamo e curiamo questo aspetto. Tra gli obiettivi della società c'è quello di far crescere i ragazzi e portarne qualcuno in prima squadra. Di recente abbiamo fatto il primo contratto al classe 2004 Caccavo, come dimostrazione che deve ancora lavorare tanto ma è un giocatore che nel giro di un paio d'anni possiamo avere in prima squadra. Inoltre, a gennaio abbiamo preso Lombardi, un classe 2002 che stava facendo molto bene in Serie D".

Se lo ricorda il primo incontro con Berlusconi e Galliani?
"Certo. Con Galliani è avvenuto quasi subito; oggi ci confrontiamo quotidianamente e ci sentiamo tutti i giorni. La prima volta che ho incontrato Berlusconi è stata in casa contro la Triestina, nell'ottobre 2018. Abbiamo visto la partita insieme: mi ha colpito come fosse attento alla gara e a tutto quello che riguarda il Monza. Già due anni fa era molto positivo e diffondeva serenità all'ambiente. E' una persona che trasmette entusiasmo, è coinvolgente in tutto quello che fa. Ci vediamo in alcune occasioni, lui dà le linee guida da seguire".



Ci racconta un aneddoto con Galliani?
"Quando facciamo le trattative mi dice sempre 'Prima dovevi fare 10/15 chiamate per parlare con qualcuno, ora alla prima ti rispondono subito'. Mi arrivano tante telefonate per propormi giocatori, mi sento un po' come in Pretty Woman. Ma bisogna considerare anche tutti i contatti che questa dirigenza ha avuto negli anni, non ho mai sentito una sola persona parlare male di Adriano Galliani".

Che allenatore è Brocchi?
"Molto umile e determinato, si è calato bene in questa realtà vincendo il campionato di Serie C che non è un traguardo facile da raggiungere. Non è una cosa così scontata, in passato ci sono stati tanti club che hanno investito molto senza riuscire a vincere. Lui conosce molto bene questa proprietà e ha trasmesso la mentalità giusta alla squadra".

Galliani ha detto che in caso di promozione sarebbe pronto ad andare a piedi a San Siro, lei cosa farebbe?
"Io sarei disposto ad andare a piedi a San Siro e tornare indietro. Sì, lo farei davvero. Quando il Monza è salito in C, sono andato a piedi a Caravaggio: ci ho messo circa 4/5 ore. In caso di Serie A, quindi, prometto che mi farò un'altra bella camminata".

State puntando molto sugli eSports.
"Galliani è un grande appassionato. Ha seguito tanto questo progetto, che porta entusiasmo e fa conoscere il Monza anche fuori dalla nostra realtà".

Rispondendo a una domanda su Ibrahimovic lei ha detto "Tutto è possibile".
"E' un giocatore di altissimo livello, ma questa proprietà ha persone che in passato hanno vinto tutto. Se dovesse succedere, sarebbe una grandissima cosa. Le nostre porte sono sempre aperte".

Il colpo più importante messo a segno in carriera?
"Quando si prende un giocatore non è mai facile chiudere l'operazione, bisogna guardarlo negli occhi per capire se è quello giusto. Sono contento di poter lavorare ancora oggi con Andrea D'Errico, un ragazzo che come me è partito dalla Serie D e ho portato dalla Pro Patria al Monza. Ora si giocherà le sue carte".

Il rimpianto più grande?
"Non ho rimpianti particolari. Quando non posso prendere un giocatore è sempre perché c'è qualche limite: che sia morale, mentale o economico".

@francGuerrieri