Chi in questo freddissimo pomeriggio di febbraio, in un Bentegodi sferzato da un vento gelido, ha avuto l'ardire di andare a sostenere i gialloblù impegnati contro il Torino di Mazzarri, avrà avuto modo di constatare con i propri occhi che per questo Verona non è ancora tempo di gettare la spugna. A dirlo è innanzitutto la classifica, accorciatasi improvvisamente dopo le sconfitte di Chievo, Sassuolo e Crotone. Concetto rafforzato dalla matematica: tre punti da recuperare, una quindicina in tutto da fare in dodici partite, numeri non facili da raggiungere ma certamente possibili. A rendere piacevole il pomeriggio però, è stata soprattutto la prestazione offerta dai gialloblù.
 

Il Verona è tornato a giocare come tutti i tifosi chiedevano. Con coraggio, aggressività, intraprendenza, intensità. È rimasto sempre attaccato alla partita, anche nei momenti di maggiore difficoltà e la ha vinta alla fine con quella forza di volontà che troppe volte è mancata nel corso di questa stagione.
 

Una bella prova collettiva, dove tutti i giocatori entrati in campo hanno dato il loro contributo. Una vittoria di squadra e da squadra. Una vittoria ancor più bella perchè firmata da alcuni dei giocatori maggiormente presi di mira da stampa e tifoseria, che oggi hanno dato una dimostrazione di orgoglio davvero notevole. Su tutti ovviamente l'autore dei due gol Mattia Valoti. Il numero 27, impiegato con regolarità da Pecchia in questa stagione, è riuscito finalmente a dimostrare il proprio valore dopo un lungo periodo di prestazioni anonime, prendendosi anche la soddisfazione di far rimangiare i frettolosi giudizi di chi, come il sottoscritto, gli imputavano una scarsa freddezza sotto porta.
 

Quella di oggi però è stata anche la vittoria di Simone Calvano, perfetto signor nessuno passato a 24 anni direttamente dalla C alla A, schierato titolare a metà campo dove ha lottato come un leone su ogni pallone che gli capitasse a tiro, fungendo da esempio per l'intero gruppo. È stata la vittoria di Matos e Petkovic, arrivati a gennaio e finalmente decisivi alla causa. È stata la vittoria di Fares, sempre più a suo agio nel ruolo di terzino sinistro. Insomma, Valoti e i suoi fratelli. Criticati, osteggiati, contestati, eppure presenti nel momento del bisogno e oggi protagonisti decisivi.
 

Tre punti pesanti come il piombo. Ora, guardare la classifica fa meno paura. Quella con il Torino deve essere la vittoria della fiducia. Soprattutto però, quello di oggi deve rappresentare un punto di partenza per questo mini campionato di dodici gare ancora da disputare prima della fine della stagione. Perché di gare come questa ce ne sono già state in questa stagione: col Sassuolo, col Milan, con la Fiorentina. Poi però sono sempre arrivati il Genoa, l'Udinese e la Roma. Belle vittorie seguite da fragorosi tonfi che ne hanno azzerato immediatamente gli effetti positivi. Adesso è arrivato il momento di svoltare. Per la salvezza serve continuità di prestazione e di risultati. Ora arrivano Benevento e Chievo. In un certo senso la vera prova di maturità per i ragazzi di Pecchia, anche e soprattutto per Valoti e i suoi "fratelli".