Si diceva all'andata: solo al termine della partita a Wembley si capirà se alla fine saran pesati di più i gol segnati o quelli sbagliati da Gonzalo Higuain. La risposta, devastante, è arrivata. Con il Pipita che ha preso per mano la Juve per portarla ai quarti di finale di Champions League. Un Higuain che in questa stagione ha scelto proprio le notti europee per fare la differenza: suo il gol che ha sbloccato l'impantanato match con l'Olympiacos, suo il gol che ha salvato la Juve a Lisbona con lo Sporting, suo tutto quello che ha permesso ai bianconeri di vincere il duello con il Tottenham nella doppia sfida. Sua e soltanto sua la vittoria della sfida nella sfida con Kane. Poco?

LA PARTITA -
E pensare che per un'ora di gioco, anche abbondante, proprio Higuain è sembrato l'uomo in meno della Juve. Non stava bene, si vedeva. Ha stretto i denti pur di esserci, eppure a Wembley il grande assente sembrava comunque lui. Poi subito dopo la doppia mossa di Allegri che ha ridisegnato la Juve, è arrivata la doppia giocata da fenomeno del mestiere di centravanti a rendere le scelte del suo tecnico in un piano perfetto: inizialmente con la decisione di dar fiducia a lui e Dybala, a partita in corso con la trasformazione al momento giusto. Un gol che lui e forse pochi altri al mondo sarebbero riusciti a segnare, spuntando dal nulla come se in quel momento effettivamente non fosse presente in area di rigore. La scintilla che ha riacceso la Juve e spento il Tottenham, appena prima di inventare l'assist per Dybala che proprio non poteva sbagliare in fuga solitaria verso la porta di Lloris.

Il ritorno della Joya anche in Champions è un'altra delle grandi notizie di questa notte di Wembley. A sbloccarlo c'è stata una giocata del Pipita, bomber e regista. Sì. Proprio come dice sempre Allegri. Proprio come si sta imponendo alla Juve. Anche e soprattuto in Champions, almeno fin qui. Due che in comune hanno la capacità di finire spesso nel mirino della critica. Avversaria.