Magari tolgo un centrocampista”. Si è chiusa così la vigilia di Tottenham-Juventus, con un Allegri scanzonato e sibillino. Nella conferenza stampa prepartita il tecnico bianconero ha scoperto le carte, e tra una freddura e l’altra ha dichiarato prima che Gonzalo gioca, così come Dybala, perché “è una gara tanto importante che, anche se non sei al top, fai la prestazione”, poi ha aggiunto che “con i due potrebbe esserci pure Douglas Costa. Sono gli unici attaccanti che ho”. E per quel che riguarda l’esterno brasiliano, l’uso del condizionale non può esser stato che ironico. Certo che giocherà. Era a riposo con la Lazio per cosa sennò? Si può anzi dire che, ben da prima dell’infortunio di Mandzukic (non convocato per un problema al flessore), l’unico sicuro di un posto a Wembley nel reparto d’attacco fosse proprio lui, il più in forma. Higuain infatti era in dubbio fino a ieri (non gioca dal derby del 18 febbraio), mentre Dybala è tornato in campo dal primo minuto soltanto sabato. Ma affermare “sono gli unici attaccanti che ho” equivale a scegliere il tridente? Evidentemente no, Allegri non è così sicuro su questo punto, sebbene il 4-3-3 sia stato il modulo di riferimento di questo ultimo periodo. Sta valutando se togliere un centrocampista, uno tra Matuidi o Khedira. Per tornare al 4-2-3-1 con Alex Sandro esterno a sinistra? L’alternativa è vedere Dybala in un tridente: meno probabile. Per asimmetrico che diventasse, non è cosa gradita ad Allegri, non gli dà garanzie. Contro la Lazio è stato ancora una volta evidente. Abbiamo provato allora a usare la partita dell’Olimpico in prospettiva Tottenham, non tanto per le affinità tra le due squadre, ma in quanto quello di Roma è stato un match che ha richiesto ad Allegri il dispiegamento completo delle sue armi provvisorie (eccezion fatta per il Pipita). 

SPECULARI – Contro la formazione di Inzaghi, sulle prime, il tecnico bianconero ha riproposto dopo tanto tempo il 3-5-2 mettendosi a specchio dei biancocelesti (in segno di rispetto e/o in risparmio energetico). Una soluzione adottata fino al 30’, e servita più a fiaccare l’avversario che a costruire qualcosa di buono. Scartiamo immediatamente questo tipo di possibilità, la più contingente, e che fra l’altro non prevedrebbe nemmeno la presenza di un esterno puro come Douglas Costa. Per tacere delle difficoltà osservate nello sviluppo offensivo della fase di possesso. Allegri contro gli Spurs non vuole una squadra attendista, ha dichiarato di voler togliere il palleggio agli avversari. Il 4-2-3-1 sarebbe un modulo ancora speculare, ma stavolta diversamente speculare: esalterebbe una strategia d’assalto fondata sulle abilità tecniche degli interpreti.   



4-3-3, MA DYBALA? - Dalla mezz’ora in avanti, a Roma, vista l’improduttività del primo modulo, Allegri è tornato al 4-3-3, adattando Lichtsteiner da esterno alto e puntando su Dybala centravanti. Non Mandzukic, Dybala. In questo caso si potrebbe sostenere che il tecnico juventino fosse ancora necessitato dalla presenza di Lichtsteiner (non poteva metterlo che lì, passando a quattro dietro).  



Ecco però che, nella ripresa, intorno all’11’, entra Douglas Costa al posto dello svizzero. E Mandzukic rimane a fare l’esterno sinistro. Questo significa che, per Allegri, Dybala può giocare alla Dybala soltanto partendo dalla zona centrale del campo, dunque o da seconda punta o da falso nove. Se Higuain non ce l’avesse fatta e Mandzukic non avesse dato forfait all’ultimo, questo sarebbe stato il tridente in campo stasera a Wembley. E per le caratteristiche di Dybala (vedi sotto), questo tridente avrebbe richiesto il continuo inserimento centrale di almeno una mezzala, per sopperire al vuoto generato dai movimenti incontro dell’argentino (più da trequartista che da falso nove). Matuidi contro la Lazio era ossessivo nella ricerca di quella posizione vacante. 




DYBALA FALSISSIMO NOVE- Addirittura qui vediamo le due mezzali bianconere attaccare contemporaneamente e centralmente lo spazio abbandonato da Dybala, che si abbassava volentieri ad impostare.  

La mancanza di Higuain veniva dunque compensata dagli inserimenti di Matuidi e Khedira, che poi si vedevano costretti a stazionare sul fronte d’attacco. A quel punto i compagni li cercavano spalle alla porta, come fossero attaccanti veri.



In un caso e nell’altro, tanto Khedira quanto Matuidi hanno mostrato i propri limiti, non riuscendo a dosare gli stop sotto la pressione dei rispettivi marcatori. Nel frattempo Alex Sandro era subentrato a Mandzukic. Questa di seguito, fino alla conferenza di ieri e alle parole di Allegri su Higuain, restava l’ipotesi di formazione più probabile, considerando anche le condizioni di Mandzukic. Il tridente c’è e non c’è, in realtà.. Dybala è un falsissimo nove. 



La verità è che senza Higuain la Juventus ha fatto poco a Roma, e ancor meno avrebbe fatto stasera contro gli Spurs. Allegri le stava provando tutte, portando addirittura Alex Sandro sulla destra. E nemmeno così era riuscito a scalfire la difesa biancoceleste. Occorreva il guizzo del fenomeno. 



“GONZALO GIOCA”- Prima ancora della magia di Dybala, soltanto un’intuizione di Douglas Costa aveva provocato uno squilibrio nella difesa della Lazio. Si tratta dell’azione che porterà al tiro ribattuto di Alex Sandro, da cui poi arriverà il gol. E’ un’infrazione creativa di Douglas Costa che, anziché tornare sulla sinistra, in posizione, decide di andare dalla parte di Alex Sandro per ricavarne una superiorità numerica. Servito da Dybala, servirà il numero dodici bianconero sfruttando il due contro uno generatosi dalla sua scelta. Ora vedete Matuidi dove si trova? Potrebbe essere anche Khedira (anzi, forse è più probabile). E se quella funzione tornasse a svolgerla un centravanti vero come il Pipita? Provate a mantenere intatto il resto. Ricordate? “Magari tolgo un centrocampista..”.