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Se non ora, quando? Dopo il pareggio dell’Inter, ieri sera, con la Roma, a San Siro, la Juve scopre che contro la Lazio può perdere più o meno tranquillamente. Se accadesse, infatti, i nerazurri salirebbero a più 2 (l’attuale vantaggio) in classifica, una distanza tutt’altro che incolmabile quando siamo giunti ad appena un quarto di campionato. Per quanto paradossale possa sembrare, il mio ragionamento ha qualche fondamento realistico. La Lazio è la squadra più in forma del campionato, viene da sei vittorie consecutive e presenta un Immobile che segna con una regolarità impressionante. Dall’altra parte c’è un avversario che non sta bene, ha pareggiato (male) con il Sassuolo, è priva di alternative nel ruolo di trequartista (Ramsey e Douglas Costa sono infortunati), ha perso Khedira per tre mesi, può contare su un Ronaldo dimezzato e, forse, ancora acciaccato, ma che, nonostante tutto, gioca e giocherà.

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Secondo me lo scontro dell’Olimpico ha già un vincitore virtuale (la Lazio), ma una Juve sconfitta (sarebbe la prima volta in stagione tra campionato e Champions League) farebbe meno clamore di quanto non ci si aspetti. Anzi, direi che, ben lungi dall’essere utile, la sconfitta darebbe la possibilità di fare chiarezza su alcuni punti oscuri di questa prima parte di stagione. Uno riguarda la (quasi) intoccabilità di Ronaldo, sempre più prevedibile nelle sue giocate, in difficoltà quando si tratta di difendere la palla o, peggio, di saltare l’avversario. Oggi come oggi - e Sarri lo sa meglio di me - la coppia più in palla è quella costituita da Dybala e Higuain, ma anche questa sera uno dei due argentini (al 90% Higuain) siederà in panchina per lasciare il posto al portoghese.

Un secondo problema riguarda il ruolo di trequartista: Sarri è quasi costretto a far giocare Bernardeschi, raramente così poco lucido e così poco utile, forse anche stanco, certamente fiaccato dai rituali fischi dello Stadium e dalla poca considerazione che di lui hanno i tifosi, la critica e, magari, anche qualche compagno.

Se a centrocampo ci fossero Khedira o un Emre Can in conidizioni appena decenti (non quell’ectoplasma intravisto contro il Sassuolo), Sarri potrebbe avanzare Bentancur nel ruolo di trequartista escludendo Bernardeschi, in questo momento mezzo elemento in meno nell’economia della squadra. Bentancur, invece, gocherà in mezzo, anche perché non è ancora pronto Rabiot (viene da un infortunio), per ora un altro mezzo oggetto sconosciuto. 

La crisi della Juventus, mimetizzata da vittorie risicate o fortunose, si percepisce anche considerando le prestazioni degli esterni di difesa: Cuadrado è rientrato male con il Sassuolo, Alex Sandro ha difeso peggio. Ma contro la Lazio disposta con il 3-5-2, la Juve avrebbe bisogno di esterni che attaccassero, in modo da far correre all’indietro i cosiddetti “quinti” del centrocampo laziale. Neppure Danilo e De Sciglio mi sembrano adatti alla bisogna. Valutata nel modo più oggettivo possibile la situazione, la Juve sembra andare incontro alla prima sconfitta (semi indolore) dell’annata. Anche perché la Lazio, oltre che in forma dal punto di vista tecnico, è in grado di portare ritmo e intensità ai massimi livelli. In conferenza stampa Sarri mi è parso rassegnato. Non solo ha parlato esplicitamente di una partita molto difficile, ma ha ammesso che bisognerà soffrire nella prima parte, come se sulla Juve si abbattesse un uragano. Per fortuna che l’Inter non ha vinto, altrimenti il campionato sarebbe già ad una svolta. Se Conte, prima o poi, andrà a più quattro o più cinque, nessuno, per me, lo riprenderà