Un po' li hanno buttati, un po' li hanno spesi bene. Ma di soldi sul mercato Yonghong Li e Suning ne hanno messi molti, almeno in avvio. Come dimenticare i primi esagerati colpi del proprietario dell'Inter, da Joao Mario a Gagliardini fino a Gabigol, roba da cento milioni per tre giocatori? E ancora freschissimo nella memoria è il fantasmagorico mercato del Milan nell'ultima estate, con quei duecentottanta milioni che hanno illuso o spaventato un po' tutti.

Oggi, mentre si avvicina il derby, il mercato ci racconta altre storie, molto più modeste. O, comunque, assai meno dispendiose. Il mercato dei cinesi è diventato un inseguimento ai giocatori che si svincolano il 30 giugno: ti do un bello stipendio, però ti prendo gratis. Il Milan ha ingaggiato Strinic e Reina, non proprio fenomeni, ma comunque gratis; l'Inter è a un passo, forse meno, da De Vrij e Asamoah, anche loro reclutati senza tirare fuori un euro. E altri ne seguono, in giro per l'Europa: Bernard, brasiliano dello Shakhtar, piace molto ai nerazzurri e un po' anche ai rossoneri, e poi ci sono Badelj, Wilshere...

Vanno bene tutti, purché siano gratis. A Roma direbbero che Li e Suning fanno un mercato da pulciari, anzi da purciari: da chi vuole risparmiare a tutti i costi, insomma (il pulciaro per eccellenza del calcio romano, tanto per capirsi, per anni è stato considerato Lotito). Quando i giocatori a costo zero li inseguiva Galliani, comprensibilmente lo attaccavano: come si è ridotto il grande Milan? E gli effetti non sono stati positivi, perché alla lunga il monte ingaggi cresce e il contributo di giocatori del genere non sempre è rilevante (ti devi accontentare di quello che trovi, se non spendi mica scegli: cosa può aggiungere uno Strinic qualsiasi a una squadra che si dice ambiziosa come il Milan?).

Milan contro Inter, Li contro Suning: il derby dei parametri zero. Cari cinesi, vi aspettavamo diversi: speravamo foste gli sceicchi d'Oriente, venuti in Italia per farci sognare. Con tutto il rispetto, ma due che cercano giocatori gratis in giro per l'Europa forse li avevamo anche noi.

@steagresti