L’anomalia quest’anno è la lotta per non retrocedere. Sempre più intricata, sempre più avvincente. A dodici giornate dalla fine, ci sono - realisticamente - 6 squadre in 6 punti per evitare due biglietti per la B. Consideriamo il Benevento una variabile impazzita: la squadra di De Zerbi gioca (molto) bene, si è ridata speranza, è encomiabile per l’orgoglio con cui affronta una stagione compromessa fin dall’inizio, ha vinto 3 partite nelle ultime dieci giocate ma i 10 punti e il -11 dal quartultimo posto costituiscono un distacco notevole e molto complicato da recuperare, anche volendo affidarsi al ricordo del Crotone che l’anno scorso - però - a questo punto della stagione di punti da recuperare sull’Empoli ne aveva 9.

Ecco allora che oggi dai 19 punti del Verona ai 25 di Cagliari e Chievo si balla sul serio. Nella bolla ci stanno anche la Spal (20), il Crotone (21) e il Sassuolo (23). Sei squadre in 6 punti. Si sta stretti. Spal (capace di sbancare Crotone) e Verona (ha superato il Torino) si sono rimesse in gioco con vittorie pesantissime nell’ultimo turno. Il Crotone - dopo due ottimi pareggi con Inter e Atalanta - ha perso due spareggi-salvezza negli ultimi due turni, contro Benevento e Spal. Il Sassuolo è in caduta libera. Non vince dal 23 dicembre: 1-0 all’Inter. Nel 2018 il Sassuolo ha raccolto 2 punti in sette turni. E’ la squadra che ha il peggior rendimento. Con 15 reti quello di Iachini non è solo il peggior attacco della Serie A, ma addirittura dei primi cinque campionati d’Europa. E’ in calo il Cagliari, una sola vittoria (con la Spal) nelle ultime sette partite. Il Chievo ne ha vinte due nelle ultime tredici giornate e sta vivendo di rendita dopo il buon inizio di campionato.
Diamo un’occhiata a quanto è successo l’anno scorso. L’Empoli retrocesse con 32 punti, al Crotone ne servirono 34 per salvarsi. A queste medie - oggi - la salvezza si raggiunge con 29-30 punti, ma l’impennata di Spal e Verona lascia pensare che la quota possa alzarsi. La fotografia degli ultimi tre posti della classifica, alla 7ª giornata di ritorno, l’anno scorso era questa: Palermo 15, Crotone 13, Pescara 12. Il quartultimo posto - occupato dall’Empoli a 22 punti - era a -7 dal Palermo. Le differenze sono evidenti: l’anno scorso lotta molto più ristretta (solo quattro squadre in corsa, oggi sono sei, sette se consideriamo il Benevento), distanze più larghe tra terzultimo e quartultimo posto (l’anno scorso 7 punti, oggi 1). A ribaltare sentenze e statistiche fu il Crotone di Nicola, capace di recuperare - in dodici partite - 9 punti all’Empoli, che nel finale si consegnò alla retrocessione. Nelle ultime dieci giornate l’Empoli fece 10 punti, il Crotone più del doppio: 21. Si parlò di miracolo.

Data (quasi) per scontata l’impossibilità di «grattare» punti alle grandi della A, il focus va necessariamente fatto sugli scontri diretti. Saranno quelli a decidere chi resta in A e chi va giù. Occhio alle sfide incrociate da qua alla fine: Chievo-Sassuolo (27ª), Sassuolo-Spal (28ª), Benevento-Cagliari (29ª), Sassuolo-Benevento (32ª), Spal-Chievo e Verona-Sassuolo (33ª), Verona-Spal  e Crotone-Sassuolo (35ª), Chievo-Crotone e Spal-Benevento (36ª), Chievo-Benevento (ultima giornata). Ricapitolando: il Sassuolo ha cinque scontri diretti (3 in casa), la Spal ha quattro scontri diretti (2 in casa), il Chievo ne ha quattro (ma 3 al Bentegodi), il Benevento ne ha quattro (uno solo in casa), il Verona ne ha due (tutti e due in casa) e il Crotone pure due (uno solo in casa). Resta il Cagliari: uno scontro diretto, in trasferta, a Benevento. I punti, Diego Lopez, dovrà trovarli altrove. Oggi può contare su un +5 dalla zona rossa. Basterà? L’unica certezza oggi è che nessuno può sentirsi al sicuro.