Molto triste San Siro, silenzioso e buio. Solo qualche tifoso si aggira nel freddo di una domenica sera che doveva essere luminosa e emozionante, che invece si è trasformata in una giornata di lutto per la morte di Davide Astori.

Sentivo qualcuno, fuori dal coro, che sosteneva l'inutilità della sospensione. Molto più dignitosi i tanti tifosi che, nonostante un viaggio magari lungo e dispendioso a livello economico e fisico, hanno abbassato la testa, hanno recitato una preghiera e sono tornati a casa. Giusto fermare il calcio, il GIOCO del calcio, che gioco, divertimento, passione, spettacolo non poteva essere, dopo la scomparsa di un Ragazzo, di un Papà, di un Compagno che tanti suoi colleghi hanno amato prima e pianto dopo.

Tra Milanello e la Pinetina, i giocatori di Milan e Inter, prima delle decisioni ufficiali, si sono subito mostrati d’accordo nel non disputare il derby. I più affranti Luca Antonelli, che ha vissuto con lui gli anni della Primavera, diventando suo amico per sempre; i compagni di Nazionale Bonucci, Montolivo, Donnarumma. Quelli che lo avevano conosciuto nel Cagliari, come Storari o nella Fiorentina, Borja Valero, Vecino e Kalinic.

Nessuno, proprio nessuno aveva voglia di correre dietro un pallone. Un motivo in più per tanti rossoneri di giocare una grande partita, da dedicare a Davide, giovedì contro un’Arsenal, devastato da risultati negativi, da, si dice, gravi conflitti interni, con Arsene Wenger mai così in difficoltà. San Siro tornerà a illuminarsi, ad accendersi di passione e di tifo, a spingere il Milan verso la grande impresa. Dopo la giusta notte di lutto!