Le idi di marzo stanno per arrivare. L'antico calendario latino le fissava intorno alla metà di marzo, per la Juventus di Allegri dovrebbero scattare già da sabato con la Lazio, al più tardi martedì prossimo a Londra.
 
La squadra sarà pronta? Correrà?
 
Da settembre sentiamo ripetere, come una nenia, "bisognerà entrare in forma a marzo". Ecco, adesso ci siamo. Non e' stato specificato il giorno e l'ora, però il periodo si: questo.  Marzo, appunto. 
 
La Juventus va famosa per le sue primavere: è quasi sempre la stagione in cui la squadra si risveglia e da il meglio di se. Capitava già negli anni 70, e la tradizione si è mantenuta pure nei decenni a seguire (seppur con qualche fisiologica battuta a vuoto). Quasi un appuntamento con la storia quello con la primavera, in cui fare appunto la storia.
 
Allegri ci ha garantito che sarà così anche stavolta, seppur le premesse per questa esplosione improvvisa d'energia e vitalità non si vedano ancora. 
 
Nell'ultima gara di febbraio, in Coppa Italia con l'Atalanta, la squadra è sembrata ancora col freno a mano tirato. Soprattutto nei primi 20 minuti di gara e' parsa in balìa degli orobici, la cui fase di possesso e' stata addirittura superiore a quella del Tottenham 15 giorni prima ( intorno al 75%). 

Pian piano la squadra ha poi dato segni di risveglio e rispostato il baricentro del gioco nella metà campo bergamasca, ma senza strafare. Senza avere mai la sensazione che la squadra dominasse in toto l'avversario e stesse per assestarle il colpo di grazia. 
 
Vero che si partiva dallo 0-1 dell'andata e questo ha chiaramente influito sul tipo di partita architettato da Allegri, ma é proprio questa "Juve cerebrale", maggiormente dedita alla riflessione, al risparmio energetico, al controllo della gara piuttosto che alla corsa e alla ricerca ossessiva del gol, ad inquietare gran parte dei tifosi. Proprio perché marzo e' arrivato, e adesso ci si aspetta tutti qualcosa di meglio e di più. Soprattutto perché il Napoli e' ancora davanti in campionato e in Champions siamo già arrivati ad una situazione da dentro/fuori.
 
La Juve del 28 febbraio e' stata bruttina, tanto quanto quelle viste a Cagliari, a Firenze, nel derby e - purtroppo - col Tottenham. Vincere e' l'unica cosa che conta, e in 3 gare su 4 lo si e' fatto, però con fatica. Troppa. 
 
Obiezione: ma gli infortuni, dove li metti? Certo, ci sono pure quelli, e non sono di poco conto. La Juventus ha saputo sopperire comunque anche alle numerose defezioni e vinto ugualmente. Senza entusiasmare. 
 
A gennaio c’è stato detto che c’era stata la sosta invernale, che erano stati aumentati  i carichi di lavoro, che erano stati fatti i richiami della preparazione fisica. Tutto giusto e corretto.
 
Adesso le idi di marzo sono alle porte e ci aspettiamo tutti una Juventus diversa. Non é solo una mera questione estetica e di "bel gioco", serve un cambio di passo, quella marcia in più necessaria per andare in corsia di sorpasso in campionato e restituire a Pochettino la lezione di calcio subita lo scorso 13 febbraio all’AllianzStadium. 

Serve la vera Juve, la migliore possibile.
 
Marzo e' arrivato, l’ora è giunta!