Il tempo non è dei migliori, la pioggia sta mettendo a serio rischio un derby atteso in città da 50 anni. La neve è stata rimossa, dipende tutto dall’arbitro Rocchi, ma il pallone rimbalza sul campo zuppo del “Mazza” e, dopo lo spavento iniziale, è tutto pronto per partire. La “Ovest” canta dalle 14, ininterrottamente, il riscaldamento termina e lo stadio è incandescente; lo sfottò del derby, quello sano, quello che regala all’atmosfera il tocco in più si propaga fino a cinque minuti dall’inizio, quando la tifoseria spallina esibisce una coreografia da brividi, una profezia e un monito per i propri ragazzi: difendo antiche mura in questo arduo cammino. Sfideremo fieri il destino!

Partenza e via. La Spal è più determinata degli avversari e attacca subito a testa bassa per sbloccare la gara. Il Bologna perde subito Poli per infortunio, entra Donsah, ma sul lancio di Viviani per Antenucci l’ingenuità grave è commessa da Gonzalez: cartellino rosso per fallo da ultimo uomo. Non poteva chiedere di più la compagine estense, Viviani sfiora il palo sulla punizione susseguente lasciando con il fiato sospeso tutto lo stadio. L’attacco forsennato dei biancoazzurri continua e questa volta tocca al pupillo di casa Manuel Lazzari sbagliare, con il destro, un gol praticamente fatto a due passi da Mirante. La voglia di sbloccare il derby è tanta e anche Antenucci prova dare una mano alla causa, ma il suo sinistro accarezza l’incrocio prima di terminare ai piedi della “Ovest”. La frenesia dei ragazzi di Semplici nel cercare il gol, lascia rari contropiedi ai felsinei che provano a scardinare il tridente difensivo Cionek-Vicari-Felipe, ma Meret non deve usare i mai i guanti.

Il vantaggio non arriva e al riposo il “Mazza” è ancora più caldo, anche se il freddo continua ad aumentare insieme alla pioggia. Si ritorna in campo e al terzo minuto l’apoteosi: calcio d’angolo dalla destra, respinge la retroguardia bolognese e al limite dell’area arriva “Sonni Boy” Grassi che di destro impatta la sfera e piega le mani a Mirante. Uno a zero, la Spal è in vantaggio. Il primo gol del mediano bresciano è pesantissimo, corre verso la panchina che lo abbraccia e lo ringrazia. Manca ancora molto, bisogna chiuderla, ma la Spal deve farti soffrire fino alla fine. Il Bologna prova a spostare il baricentro in avanti con Avenatti prima e Orsolini poi, la Spal controlla con il possesso palla, ma a trenta secondi dalla fine, come nei migliori film, succede che la profezia iniziale venga sfatata subito: sfideremo fieri il nostro destino. Orsolini dalla sinistra mette al centro, sotto gli occhi di una curva estense pronta a subire il colpo del pareggio, ma Destro, forse ipnotizzato proprio dal muro biancoazzurro, riesce ad un metro dalla porta a mandare la sfera sopra la traversa. Sarà il destino, sarà che la Spal non meritava il pareggio, sarà che la palla esce e il derby lo vince Ferrara.

Parte le festa, i ragazzi di Semplici, insieme al loro mister-condottiero, scivolano ben due volte sotto i loro tifosi. E’ l’unione tra il cuore e la testa della città che ha difeso le mura anche in questa partita e per una sera si ritrova al posto 17, fuori dalla zona rossa, aspettando le importanti gare di oggi tra Benevento e Verona, Chievo e Sassuolo e Torino-Crotone. Il destino è da sfidare, ma giocando così, come fatto nelle ultime due gare, l’obiettivo si può raggiungere e subito. Perché se ti considerano ancora la Giacomense non hai paura di nessuno, sicuramente non hai paura del futuro e di sfidare il destino. Grazie “Sonni Boy”, tra Ferrara e la luna.