E ora il Torino cosa farà? In vista della partita di domenica contro il Crotone, ciò che incuriosisce maggiormente è come la squadra granata reagirà ai due colpi da ko ricevuti da Juventus e Verona, come si approccerà a queste ultime dodici giornate di campionato ora che Milan e Sampdoria sono distanti otto punti e godono di un ottimo stato di salute. 

Ciò che vorrebbero i tifosi è chiaro e semplice: un Torino che facesse il Toro, che reagisse con grinta e carattere, che caricasse a testa bassa ogni avversario per cercare di vincere sempre da qui alla fine della stagione. A parole una reazione così era stata promessa dagli stessi calciatori anche dopo il derby, ma è noto a tutti come è invece andata la partita con il Verona. Per non parlare dello scorso anno: quando i punti di distacco dalle prime sei iniziarono ad aumentare il Torino tolse il piede dall'acceleratore nonostante, a parole, l'impegno preso da dirigenti, allenatore e giocatori di restare competitivi e di continuare a lottare e nonostante il ritiro punitivo imposto da Mihajlovic dopo lo 0-5 interno contro il Napoli.

Quest'anno la stagione era nata con ben altre aspettative, gli stessi dirigenti granata (il presidente Urbano Cairo per primo, stando alle sue dichiarazioni) non si aspettavano che Torino avesse così tante difficoltà a restare attaccato al treno Europa League, il cui raggiungimento è l'obiettivo dichiarato da addirittura la scorsa stagione. Ma ora che le cose si sono fatte più complicate la squadra granata dovrà dimostrare di essere davvero il Toro.