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Sono solo nove gli esseri umani che possono gloriarsi di avere conquistato il titolo mondiale di Formula Uno al volante di una Ferrari. Un italiano, Ciccio Ascari. Un argentino, Juan Manuel Fangio. Un americano, Phil Hill. Due britannici: Mike Hawthorn e John Surtees. Un austriaco, Niki Lauda. Un sudafricano, Jody Scheckter. Un tedesco, Michael Schumacher. E infine un finlandese, l’enigmatico Kimi Raikkonen, iridato nel 2007. La biografia dedicata a KR7 da Kari Hotakainen, grande autore nord europeo, è stata un caso letterario in Europa, con oltre mezzo milione di copie vendute. Ora esce (già disponibile su Amazon e librerie elettroniche, sugli scaffali da maggio) anche in Italia, per i tipi di Minerva. Ecco la prefazione al volume del nostro amico Leo Turrini.

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"Quello che state per leggere non è semplicemente il racconto di un campione, di un asso della velocità. Certamente Kimi Räikkönen, l’oggetto della biografia, merita l’etichetta di fuoriclasse del volante: non foss’altro per essere uno dei nove esseri umani (nove, non uno di più!) campioni del mondo di Formula 1 al volante di una Ferrari.
Eppure, c’è molto di più in questo libro bellissimo. Kari Hotakainen, l’autore, è uno scrittore magnifico. Non si è perso dietro il dettaglio cronistico delle corse. Non ha ridotto l’uomo, come non di rado capita, alla sua icona, alla pubblica immagine.
No, per fortuna. Fortuna sua, nostra e di Kimi: nel senso che il narratore va alla ricerca dell’anima del protagonista. E la trova, senza fare sconti, senza cedere al qualunquismo laudatorio. Ci sono, in queste pagine intense, i pregi e i difetti non già di un eroe della velocità, quale indubbiamente Kimi Räikkönen è, ma i meriti e i limiti di un personaggio unico.
Occupandomi, tra le altre cose, di automobilismo da oltre quarant’anni, mi sono spesso chiesto come mai KR7, per usare la sigla cara ai fans, sia così popolare in ogni angolo del pianeta. Me lo sono chiesto perché Kimi Räikkönen tutto è fuorché un… piacione: non ama le pubbliche relazioni, non è un ruffiano, parla pochissimo. Insomma, non c’entra niente con la sgangherata epopea dei social.
Ciononostante, muovendosi sempre in direzione ostinata e contraria, Kimi è diventato un mito. Sta sulle piste di Formula 1 da vent’anni. Ha attraversato le generazioni senza mai tradire la fiducia di chi lo ammira.
Credo dipenda dal fatto che c’è più verità nei suoi silenzi che in tante chiacchiere dei contemporanei, colleghi di pista compresi.
Leggendo l’opera di Hotakainen, mi sono definitivamente reso conto della unicità di Kimi. Capiterà anche al lettore.
 
P.S. L’edizione originale del volume si fermava alla primavera del 2018. Ho curato il capitolo finale sul periodo successivo: Räikkönen e Hotakainen mi vorranno perdonare!

Leo Turrini