Ci risiamo, la vecchia modalità che a Udine d'inverno coinvolge sia la popolazione che la squadra, quell'intorpidimento che non ti fa più andare oltre ma ti adagia lentamente. Ci sono sicuramente molte attenuanti, dopo il gol annullato dal Var contro il Torino, la squadra ha visto il fattore “fortuna”, che fino a li l'aveva accompagnata dolcemente, sparire e poco dopo è arrivato l'infortunio di Lasagna a chiudere il cerchio.

Ma bisogna reagire, trovare soluzioni nuove e soprattutto motivazioni, non bisogna arrendersi all'evidenza che non ci sono attaccanti in rosa in grado di garantire quello che garantiva Kevin e ripartire. La sfida di Marassi ne è stata l'emblema, i ragazzi non hanno giocato male ma una volta dentro l'area di rigore hanno faticato a trovare soluzioni ed infatti è stata cercata spesso la conclusione da fuori area.

Una tendenza quella dei tiri da fuori che può essere la via d'uscita da questa situazione, ma non improvvisata come contro la Samp ma organizzata, non si contano infatti i giocatori buoni in questa disciplina: Jankto, Fofana, De Paul, Barak e anche Balic. E' un momento di difficoltà, ma è bello vedere che la squadra non si perde, il gol che ha accorciato le distanze nel finale è un altro buon segnale in questo senso.

Infine un piccolo pensiero rivolto agli obiettivi, detto dei problemi pratici che hanno portato a questo triplo stop da parte dei bianconeri, c'è poi il calo fisiologico che da almeno quattro anni i friulani hanno quando raggiungono una posizione di classifica serena. Ovvio che se la società continua a porre come obiettivo la salvezza, il risultato allo specchio sia una resa. Quindi in mancanza di motivazioni superiori i ragazzi devono fare quadrato e dimostrare a loro stessi che possono ottenere qualcosa in più da questo campionato, che se anche non fosse Europa potrebbe essere la base per l'Europa futura.